Tour de France 2026, nuovo assolo di Tadej Pogačar! Remco Evenepoel 2° davanti a Paul Seixas, Jonas Vingegaard perde 44″, Isaac Del Toro a 1’31”

Prosegue il dominio di Tadej Pogačar al Tour de France 2026. Il fenomeno sloveno ha attaccato in salita quando mancavano una quindicina di chilometri al traguardo di Le Lioran, staccando subito tutti quanti e involandosi verso il suo terzo successo di tappa in questa edizione della Grande Boucle. Nulla da fare per gli altri big, che non hanno neppure provato a rispondere all’attacco del corridore della UAE Team Emirates XRG e hanno poi chiuso leggermente frastagliati all’arrivo dopo aver inseguito assieme, con Remco Evenepoel (Red Bull-Bora-hansgrohe) a prendersi il secondo posto a 32″ anticipando di due secondi Paul Seixas (Decathlon CMA CGM) e il compagno di squadra Florian Lipowitz.

Poco dietro ha concluso la coppia della Lidl-Trek composta da Juan Ayuso e Mattias Skjelmose, mentre Jonas Vingegaard (Visma | Lease a Bike), che ha lavorato più di tutti nel finale, ha perso qualcosa nelle ultime centinaia di metri, tagliando il traguardo in settima posizione con un ritardo di 44″. Giornata difficile per Isaac Del Toro (UAE Team Emirates XRG), che ha chiuso a 1’31” dal proprio capitano ed è sceso al settimo posto nella generale, dove Pogačar rafforza ovviamente il primato mantenendo la Maglia Gialla con 3’36” di vantaggio su Vingegaard e 4’06” su Evenepoel.

Il video dell’arrivo

Il racconto della corsa

Come prevedibile, ci sono accelerazioni fin dal momento della partenza effettiva. Il primo tentativo abbastanza organizzato è quello di Joshua Tarling (Netcompany Ineos), Felix Engelhardt (Team Jayco AlUla), Javier Romo (Movistar Team), Mathis Le Berre (TotalEnergies), Frank van den Broek (Team Picnic PostNL) e José Felix Parra (Caja Rural-Seguros RGA), che prendono un po’ di spazio proprio mentre Mads Pedersen (Lidl-Trek) deve far fronte a una foratura. Il danese riesce a rientrare e da quel momento la sua squadra imprimerà un ritmo rilevante in testa al gruppo, annullando i vari attacchi, compreso quello di Ben O’Connor (Team Jayco AlUla), ritrovatosi in testa da solo per qualche centinaio di metri.

Sulla spinta della Lidl-Trek si viaggia veloci verso il traguardo volante e si verifica un frazionamento del gruppo: dietro rimangono in particolare Tadej Pogačar (UAE Team Emirates XRG) e Jonas Vingegaard (Visma | Lease a Bike). La Maglia Gialla decide che non è il caso di rischiare nulla e va in prima persona a chiudere il buco, mentre gli altri corridori rimasti dietro ci mettono un po’ di più. Non chiude invece Tim Merlier (Soudal Quick-Step), staccatosi subito e scortato da un paio di compagni di squadra per una giornata che per lui si annuncia molto lunga.

Passato lo sprint, vinto da Pedersen su Max Kanter (XDS Astana) si aprono più spazi per gli attaccanti. Ci prova Mathieu van der Poel (Alpecin-Deceuninck), senza esito, e ci provano tre corridori della Netcompany Ineos, che tentano un’azione combinata per aver ragione del gruppo: sono Michał Kwiatkowski, Joshua Tarling e Tobias Foss, che si portano dietro Richard Carapaz (EF Education-EasyPost), George Bennett (NSN Cycling Team), Pablo Castrillo, Michel Heßmann e Nelson Oliveira (Movistar), Alex Aranburu (Cofidis), Ewen Costiou (Groupama-FDJ United) e Joris Delbove (TotalEnergies). Anche questo tentativo però ha vita breve, con le carte che si rimescolano nuovamente in testa al gruppo.

Con la strada che continua ad essere nervosa, continuano gli scatti e il gruppo esplode in più tronconi, con i migliori che restano attorniati da pochi gregari. Sembra il momento buono per tentare di portare via una fuga di forza e sono in molti a provarci. A forza di accelerazioni al comando si forma così un gruppo di trenta corridori, che riescono ad arrivare ai piedi della prima salita di giornata con un vantaggio di un minuto sul gruppo, ovviamente condotto dalla UAE Team Emirates XRG, che dopo aver solo parzialmente rifiatato, si è riorganizzata con Nils Politt a dettare il ritmo.

Dura così poco la fuga di Alex Baudin e Ben Healy (EF Education-EasyPost), Sergio Higuita, Harold Tejada e Simone Velasco (XDS Astana), Thymen Arensman e Kévin Vauquelin (Netcompany Ineos), Valentin Paret-Peintre e Louis Vervaeke (Soudal Quick-Step), Mathieu van der Poel e Ramses Debruyne (Alpecin-Premier Tech), Ben O’Connor e Lucas Plapp (Team Jayco AlUla), Jonas Abrahamsen (Uno-X Mobility), Marco Frigo (NSN Cycling Team), Jefferson Cepeda, Raúl García Pierna e Javier Romo (Movistar Team), Georg Zimmermann (Lotto-Intermarché), Ion Izagirre e Benjamin Thomas (Cofidis), Xabier Azparren e Fred Wright (Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team), Romain Grégoire, Clément Braz Afonso e Guillaume Martin (Groupama-FDJ United), Marco Haller e Marc Hirschi (Tudor Pro Cycling Team), Joel Nicolau (Caja Rural-Seguros RGA), Jordan Jegat e Thibault Guernalec (TotalEnergies).

Sin dalle prime rampe della Côte de Pailherols la fuga infatti esplode con Louis Vervaeke (Soudal Quick-Step) che provoca il forcing al servizio del suo capitano Valentin Paret-Peintre, dove il francese passa in testa indisturbato sul GPM. Subito dietro a partire sono Javier Romo (Movistar Team) e Harold Tejada (XDS Astana), che assieme a Jordan Jegat (TotalEnergies) guadagnano terreno sul resto degli attaccanti, gruppetto che si è notevolmente assottigliato. Il francese tuttavia non riesce a seguire, vedendo poi sfrecciare accanto a sé Ben Healy (EF Education-EasyPost), Vervaeke e Sergio Higuita (XDS Astana), che allungano rispetto ai compagni di avventura.

Con Romo che sembra averne di più, staccando provvisoriamente Tejada in discesa, la coppia di testa si presenta a 75 chilometri dalla conclusione con un vantaggio di 30 secondi sugli inseguitori e 1’30” sul gruppo, ma la situazione cambia non appena si arriva sul Col de la Griffoul. In testa Romo stacca stavolta definitivamente il colombiano, mentre dietro di lui Higuita perde le ruote di Vervaeke e Healy, con l’irlandese che forza il ritmo restando poi da solo. Anche in gruppo il ritmo sale, tanto che la maggior parte degli ex attaccanti vengono a questo punto ripresi, con il distacco che scende progressivamente a un minuto, grazie anche all’intervento di Tim Wellens (UAE Team Emirates XRG), che riduce il gruppo ad appena una quarantina di unità.

Mentre Romo prosegue la sua azione solitaria, alle sue spalle Healy viene ripreso da alcuni inseguitori, tra i quali anche il compagno Alex Baudin (EF Education-EasyPost), che assieme a Valentin Paret-Peintre (Soudal Quick-Step) e Ramses Debruyne (Alpecin-Premier Tech) provano a rilanciare l’azione per riavvicinarsi al battistrada. Una missione che tuttavia non riesce e anche loro finiscono per essere ripresi dal gruppo dopo il Col de Prat de Bouc, nel corso della discesa che porta ai piedi della Côte du Murat, che Romo inizia con un margine di 55 secondi sul gruppo. Lo spagnolo dà tutto quello che ha senza farsi grandi domande, anche perché le risposte non sarebbero incoraggianti, ma ovviamente la sua scorribanda ha ormai ben poca aspettativa di vita.

Romo viene così ripreso a 37 chilometri dalla conclusione, sin dalle prime rampe del Puy Mary – Pas de Peyrol. Immediatamente, parte in contropiede Richard Carapaz (EF Education-EasyPost), che parte sparato senza timori reverenziali. L’ecuadoriano non si guarda dietro e prosegue nella sua iniziativa lungo tutta la salita, guadagnando fino a 40 secondi, che tuttavia vengono dimezzati dall’azione della Decathlon CMA CGM in vista del GPM, con Nicolas Prodhomme che alza prepotentemente il ritmo, seguito da Paul Seixas, interrompendo così il lavoro che fino a quel momento era stato svolto dalla UAE con Felix Großschartner prima e Adam Yates poi.

Si crea così una ulteriore selezione, che riduce il gruppo ad appena una ventina di unità: Tadej Pogačar, Isaac Del Toro, Brandon McNulty e Adam Yates (UAE Team Emirates XRG), Jonas Vingegaard e Davide Piganzoli (Visma | Lease a Bike), Remco Evenepoel e Florian Lipowitz (Red Bull-Bora-hansgrohe), Juan Ayuso e Mattias Skjelmose (Lidl-Trek), Sean Quinn (EF Education-EasyPost), Paul Seixas, Aurélien Paret-Peintre e Nicolas Prodhomme (Decathlon CMA CGM Team), Lenny Martinez (Bahrain Victorious), Egan Bernal e Tobias Foss (Netcompany Ineos), Ilan Van Wilder (Soudal Quick-Step), Ramses Debruyne (Alpecin-Premier Tech), Tobias Halland Johannessen (Uno-X Mobility), Tom Pidcock (Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team) e Yannis Voisard (Tudor Pro Cycling Team).

Nella discesa finiscono a terra Matteo Jorgenson (Visma | Lease a Bike), che aveva perso pochi secondi in cima, Tom Pidcock (Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team) e il suo compagno di squadra Chris Harper, con quest’ultimo che a sua volta non era lontano dai primi allo scollinamento. L’inglese è l’unico a riuscire a rialzarsi velocemente, riuscendo così a rientrare rapidamente in un gruppo che non corre rischi, contrariamente a quanto fa invece Carapaz al comando, tanto da riuscire ad arrivare ai piedi dell’arcigno Col de Pertus con un vantaggio di 1’10”.

Con la strada che torna a salire il ritmo si alza nuovamente in gruppo, grazie a Yates e Prodhomme, ma dopo la sfuriata iniziale, che vede Bernal, Piganzoli, Skjelmose e Van Wilder perdere contatto, il ritmo cala, concedendo a questi uomini di rientrare. A portarsi a tirare a è così Piganzoli, che riduce il gruppo a poco più di una dozzina di corridori. Il distacco scende così a 40 secondi e poco prima dell’ultimo chilometro arriva l’atteso scatto di Tadej Pogačar, al quale nessuno prova neanche a rispondere. Jonas Vingegaard si muove al suo passo, seguito da Remco Evenepoel, Florian Lipowitz, Juan Ayuso e Paul Seixas. Isaac Del Toro invece non riesce a seguire questo ritmo, venendo poi superato anche da Tom Pidcock e Lenny Martinez, con i quali si ritrova poi allo scollinamento, dove transita con un ritardo di 32 secondi dal suo capitano, che nel frattempo aveva ripreso e staccato Carapaz a 200 metri dalla vetta, mentre Vingegaard e gli altri uomini di classifica sono a 20 secondi dalla Maglia Gialla.

Nella discesa Pogacar resta prudente, riuscendo comunque a distanziare Carapaz, ripreso dal gruppetto Vingegaard nel breve tratto di pianura che porta all’ultimo GPM di giornata. L’intesa alle spalle della Maglia Gialla stavolta è buona, anche se è soprattutto il danese a spendersi, e gli inseguitori, tra i quali non resiste l’ex campione olimpico, riescono a rosicchiare qualcosa nel tratto che porta verso il Col de Font de Cère. Iniziata la salita, però, Pogačar torna a guadagnare ed estende il proprio vantaggio oltre il mezzo minuto, mentre Evenepoel va in difficoltà e perde alcuni secondi dagli altri, riuscendo però a riavvicinarsi in vista del GPM.

Qui la Maglia Gialla scollina con un vantaggio di 42″, affrontando poi con prudenza la breve, ma insidiosa, discesa seguente per spingere infine a tutta verso il traguardo in leggera ascesa di Le Lioran, dove va a trionfare due anni dopo la sconfitta patita da Vingegaard. Quest’ultimo non ha le energie per sprintare nelle ultime centinaia di metri e perde contatto dagli altri, tra i quali è Evenepoel a prendersi il secondo posto con un ritardo di 32″, anticipando anche di due secondi Seixas e Lipowitz. Il danese chiude invece a 44″, preceduto anche da Ayuso e Skjelmose, mentre Del Toro, che nel finale aveva staccato Pidcock e Martinez, conclude a 1’31”, cedendo la Maglia Bianca proprio ad Ayuso e la terza posizione nella generale a Evenepoel.

Risultato e Classifiche Tappa 10 Tour de France 2026

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